L’amministratore di sostegno – si può fare di più – la Regione Puglia deve metterci del suo

 

Venerdì 20 Novembre nella sala Consiliare del Comune di Conversano il consigliere comunale Francesco Magistà e la dott.ssa Pamela Fanelli hanno presentato ufficialmente alla città, una proposta, (già discussa nella III commissione consiliare), che ha come fine quello della creazione di un albo o elenco comunale di amministratori di sostegno.
Si tratta di una figura giuridica prevista da una legge nazionale promulgata ormai 11 anni fa, poco conosciuta e rare volte oggetto di dibattito all’interno della nostre istituzioni o associazioni ….nonostante il fine della norma sia quello di offrire sostegno alle persone con ridotte o fragili capacità di autodeterminazione.
La legge su cui si è discusso, è importante sottolineare, mette al centro la persona e i suoi bisogni, inoltre da una sua attenta lettura, spicca il fatto che la stessa mantiene il beneficiario …evidentemente, libero di amm.re le proprie risorse, però con la certezza che ci sia qualcuno che controlli che ciò avvenga senza che ci siano nei confronti del soggetto , elementi o peggio ancora persone, che per l’occasione ….profittino o pongono in essere artifizi o raggiri al fine di (svuotare la cassa) e magari rinchiudere il proprio parente o affidato,…pratica che ultimamente pare avere la strada spianata all’interno del nostro territorio

.Anche di questo si è parlato nel convegno organizzato dal consigliere comunale Ciccio Magistà, e Pamela Fanelli. al convegno hanno partecipato oltre al sindaco della città, avv. Giuseppe Lovascio, il Giudice Tutelare del Tribunale di Bari Avv. Maddalena Di Bari , L’avv. Domenico Bulzacchelli, il Dott. Gaetano Somma Coordinatore della Comunità Doppia Diagnosi “ Workshop Phoenix, Il Dott. Michele D’Ambruoso -Coordinatore Socio-Sanitario D.S.S. n. 12, il Dott. Pasquale Demarzo- Amministratore di Sostegno,
Noi abbiamo seguito con attenzione il dibattito ed abbiamo scorto dagli interventi dei relatori anche una forte richiesta di aiuto in tal senso.
Ne è venuto fuori uno spaccato in cui traspare un bisogno di coordinamento immediato tra le istituzioni e i soggetti preposti alla richiesta di tale provvedimento.
In realtà tutti sappiamo esistere, (un prima e un come), arrivare appunto, alla richiesta di tale importantissimo strumento normativo di sostegno alle presone che si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
In tal senso infatti sul territorio non ci sembrano essere canali di comunicazione o informazioni pubbliche e di sostegno alla comunità in ordine al come e quando, decidere la protezione del soggetto.
l’unica soluzione attuale è quella di rivolgersi da un legale il quale sembra ormai evidente, non hanno un canale Istituzionale da cui attingere informazioni sulla predisposizione e input in ordine all’istruzione della pratica di Assistenza, ma lo fa sulla scorta delle informazioni raccolte dai familiari …. che sappiamo tutti essere di parte, quindi non sembrano essere stati aiutati in tal senso in questi 11 anni.
Ed è proprio partendo da questo versante va fatta un’attenta e pacata riflessione.
Forse è giunto il momento profittando della meritevole proposta di Ciccio, di fornire alla comunità tutta, in aggiunta all’elenco proposto dal Consigliere comunale Socialista, la possibilità di perfezionare un protocollo d’intesa tra le parti, coinvolgendo famiglie, medici di base e medici specialisti, assistenti, operatori sociali e associazioni abilitate, e soprattutto La Regione Puglia
Il documento dovrebbe dettare linee guida seguendo le quali, sia possibile accedere all’istituto in oggetto e quindi esplicative del contenuto e i conseguenti benefici che l’amm.re di sostegno propone.
I servizi sociali in particolare andrebbero irrobustiti magari con risorse Regionali e …perchè no? Comunitarie, e messi in condizione così come accade per i minori, di avere uno strumento normativo o un regolamento, al fine di intervenire preliminarmente nei casi in cui le famiglie palesano, scompensi o difficoltà in ordine alla gestione ad es. di anziani soli, o disabili non del tutto autosufficienti, infatti sono frequenti i casi in cui, ed è stato ricordato anche nell’incontro di questa sera, i famigliari in totale disaccordo tra loro, fanno scelte che vanno in direzione esattamente opposte ai bisogni del proprio congiunto caduto in disgrazia o rimasto solo e in molti casi determinano scelte che provocano danni irreversibili alla salute e alla parte economica dei propri …assistiti? In altri ancora scoppiano liti che determinano problematiche con risvolti giudiziari di notevole rilievo e difficilmente gestibili.

Quindi pensiamo sarebbe utile ampliare il raggio d’azione della proposta, coinvolgendo la Regione Puglia e l’assessore al welfare appena insediato.
al fine di conoscere come la Regione Puglia stessa si sia organizzata su questo versante in questi anni e quali sono i consigli che può offrire alla comunità.

Scritto da Piero Buonsante

Abbiamo realizzato un ampio servizio con interviste che pubblicheremo a breve
su webtconversano e webtvpuglia

 

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